it
it v
Phone
Cart0 Biglietti
Totale: 0
Account
Calendar
Search
Menu

La traviata

VenueOpera di Stato Unter den Linden
Calendargio 07 gen 2027 - sab 13 mar 2027
Sinossi/Dettagli

 

La traviata
Melodramma in tre atti (1853)
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Francesco Maria Piave dopo Alexandre Dumas figlio

 

Durata: circa 2h 40min, inclusa un’intervallo dopo il primo atto
Lingua: italiano, con sovratitoli in tedesco e inglese
Età consigliata: dai 12 anni in su

 

Violetta Valéry è una nobildonna di piacere a Parigi che ha „smarrito la via della virtù“ e conduce una vita oscillante tra splendore e miseria. Per lei tutto è un gioco – anche l’amore – finché Alfredo Germont non risveglia in lei veri sentimenti. Ma questa rara felicità dura solo poco per Violetta, malata di tubercolosi, che viene prima umiliata pubblicamente e poi muore.

 

Solo una volta Giuseppe Verdi si rivolse a un soggetto contemporaneo, La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio. Romanzo e dramma, Dumas basò la sua storia su fatti reali. Verdi compose una partitura di grande intensità che trasmette un ampio spettro di emozioni: gioia e esuberanza, dolore e disperazione. Il pubblico viene coinvolto nella trama e si sente toccato direttamente dal destino di Violetta. Come ultima opera della „trilogia popolare“, La traviata, che debuttò nel 1853 e fu rappresentata per la prima volta Unter den Linden nel 1860, dissipò presto lo scetticismo iniziale e divenne un’opera di successo a livello internazionale. La produzione di Dieter Dorn ritrae Violetta come una donna condannata a morte fin dall’inizio, che però si ribella al proprio destino. Alla fine svanisce, quasi eterea.

 

 

Trama

 

Atto I

Dopo un profondo e toccante Preludio, il sipario si apre mostrando un elegante salone della casa parigina di Violetta Valery, dove lei, donna di mondo, attende gli invitati. Violetta saluta tra gli altri Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, spiegandole che è un suo grande ammiratore e che durante la sua recente malattia si era recato spesso nella sua casa per ricevere notizie. Dopo aver chiesto spiegazioni per il comportamento ammirevole di Alfredo, Violetta rimprovera il suo protettore, il Barone Douphol, di non aver avuto la stessa curiosità del giovane innamorato; il Barone, irritato, mostra il suo disappunto a Flora. Poco dopo, Gastone propone un brindisi al Barone che rifiuta; Alfredo ritroso accetta invitato da Violetta cui si uniscono gli altri invitati, che cantano alla vita e alla bellezza che fugge e al vino che riscalda l'amore (Libiamo ne' lieti calici).

 

Atto II

Quadro I

Alfredo e Violetta convivono ormai da tre mesi nella casa di campagna dei Germont; il giovane è contento della sua vita con l'amata (De' miei bollenti spiriti), quando sopraggiunge Annina, la domestica di lei. Interrogata da Alfredo, ella ammette di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni della sua padrona coi quali poter pagare le spese di mantenimento della casa, per una somma di 1.000 luigi; Alfredo promette di andare lui stesso a sistemare gli affari e raccomanda ad Annina di non far parola del loro dialogo con Violetta. Rimasto solo, Alfredo si incolpa per la situazione finanziaria (Oh mio rimorso! Oh infamia!)

 

Violetta entra in scena ed il suo cameriere, Giuseppe, le porge una lettera di invito per quella sera ad una festa presso il palazzo di Flora Bervoix. Subito dopo Giuseppe annuncia la visita di un signore, che Violetta crede sia il suo avvocato e fa entrare. È invece Giorgio Germont, il padre di Alfredo, che l'accusa duramente di voler spogliare Alfredo delle sue ricchezze. Violetta allora gli mostra i documenti che provano la vendita di ogni suo avere per mantenere l'amante presso di lei: il vecchio signore capisce la situazione, ma pur convinto dell'amore che lega Violetta al figlio, le chiede un sacrificio per salvare il futuro dei suoi due figli. Germont spiega che ha anche una figlia e che Alfredo, se non torna subito a casa, rischia di mettere in pericolo il matrimonio della sorella (Pura siccome un angelo). Violetta così propone di allontanarsi per un certo periodo da Alfredo; ma non basta e il vecchio Germont le chiede di abbandonarlo per sempre, il che Violetta non può accettare, non avendo parenti o amici ed essendo affetta dalla tisi. Germont le fa allora notare che quando il tempo avrà cancellato la sua avvenenza (Un dì quando le veneri), Alfredo si stancherà di lei, che non potrà trarre nessun conforto, non essendo la loro unione benedetta dal cielo. Stremata, Violetta accetta di lasciare Alfredo.

 

Rimasta sola, Violetta scrive dapprima al barone Douphol, poi ad Alfredo per annunciargli la sua decisione di lasciarlo; non appena terminata la lettera, Alfredo entra agitato perché ha saputo della presenza del padre. Propone a Violetta di andare a conoscerlo ma lei, dopo essersi fatta giurare l'amore di Alfredo (Amami Alfredo), fugge. Alfredo si insospettisce della fuga di Violetta, e riceve la lettera (dal cocchio in partenza) che lei poco prima stava scrivendo. "Alfredo, al giungervi di questo foglio..." è quanto legge e quanto basta per fargli capire che Violetta lo ha lasciato. Quando vede l'invito di Flora sul tavolo, capisce che Violetta è alla festa, e, infuriato, decide di recarvisi anche lui, nonostante le suppliche del padre (Di Provenza il mar, il suol).

 

Quadro II

Alla festa a casa di Flora Bervoix si vocifera della separazione di Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti per il carnevale, Alfredo arriva per cercare Violetta, che arriva accompagnata dal barone. Alfredo, giocando, insulta in modo indiretto Violetta, scatenando l'ira del barone, che lo sfida ad una partita di carte. Il barone perde ed Alfredo incassa una grande somma. Violetta chiede un colloquio con Alfredo, durante il quale lo supplica di andare via e, mentendogli, dice di essere innamorata del Barone. Alfredo, sdegnato, chiama tutti gli invitati (Or testimon vi chiamo che qui pagata io l'ho), e getta una borsa di denaro ai piedi di Violetta, che sviene in braccio a Flora. Tutti inveiscono contro Alfredo, e arriva il padre che lo rimprovera del fatto. Il barone decide di sfidare a duello Alfredo. Alfredo ha rimorso per il gesto di pubblico disprezzo fatto a spese di Violetta, che a sua volta si dichiara convinta che un giorno lui comprenderà le ragioni della separazione e rinnova la promessa di amore eterno.

 

Atto III

«Ah della traviata sorridi al desìo
a lei deh perdona, tu accoglila, o Dio»

(Violetta, atto III scena IV)

La scena si svolge nella camera da letto di Violetta. La tisi si fa più acuta e ormai il dottor Grenvil rivela ad Annina che Violetta è in fin di vita (La tisi non le accorda che poche ore). Violetta, sola nella sua stanza, rilegge una lettera che custodiva vicino al petto, nella quale Giorgio Germont la informava di aver rivelato la verità ad Alfredo e che il suo amato, fuggito dopo aver ferito Douphol a duello[5], sta tornando da lei. Verdi accompagna il parlato della protagonista con un violino solista che accenna il canto d'amore di Alfredo del primo atto Di quell'amor ch'è palpito. Violetta sa che è troppo tardi ed esprime la sua disillusione nella romanza Addio, del passato bei sogni ridenti.

 

Per contrasto, all'esterno impazza il carnevale. Annina porta una buona notizia: è arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé lontano da Parigi (Parigi, o cara). Giunge anche Giorgio Germont, che finalmente manifesta il suo rimorso. Violetta chiama a sé Alfredo e gli lascia un medaglione con la sua immagine, ella gli dice di sposarsi con una giovane che lo ami, ma mai di dimenticarla. Per un momento Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito cade morta sul canapè.

Cast

7, 9, 16 e 21 gennaio 2027

Direzione musicale: Giuseppe Mentuccia
Regia: Dieter Dorn
Scene: Joanna Piestrzyńska
Costumi: Moidele Bickel
Luci: Tobias Löffler
Coreografia: Martin Gruber
Maestro del coro: Gerhard Polifka

 

Violetta Valéry: Juliana Grigoryan
Alfredo Germont: Liparit Avetisyan
Giorgio Germont: Mihai Damian
Flora Bervoix: Natalia Skrycka
Annina: Adriane Queiroz
Gastone: Junho Hwang
Barone Douphol: Jaka Mihelač
Marchese d'Obigny: Arttu Kataja
Dottor Grenvil: Martin Iivarinen

 

Staatsopernchor Berlin, Staatskapelle Berlin

 

 

3, 10, 13 e 19 febbraio 2027

Direzione musicale: Giuseppe Mentuccia
Regia: Dieter Dorn
Scene: Joanna Piestrzyńska
Costumi: Moidele Bickel
Luci: Tobias Löffler
Coreografia: Martin Gruber
Maestro del coro: Gerhard Polifka

 

Violetta Valéry: Nina Minasyan
Alfredo Germont: Granit Musliu
Giorgio Germont: N.N.
Flora Bervoix: Natalia Skrycka
Annina: Adriane Queiroz
Gastone: Andrés Moreno García
Barone Douphol: Jaka Mihelač
Marchese d'Obigny: Arttu Kataja
Dottor Grenvil: Martin Iivarinen

 

Staatsopernchor Berlin, Staatskapelle Berlin

 

 

4, 6 e 13 marzo 2027

Direzione musicale: Giuseppe Mentuccia
Regia: Dieter Dorn
Scene: Joanna Piestrzyńska
Costumi: Moidele Bickel
Luci: Tobias Löffler
Coreografia: Martin Gruber
Maestro del coro: Gerhard Polifka

 

Violetta Valéry: N.N.
Alfredo Germont: Piotr Buszewski
Giorgio Germont: N.N.
Flora Bervoix: Natalia Skrycka
Annina: Adriane Queiroz
Gastone: Chen Li
Barone Douphol: Irakli Pkhaladze
Marchese d'Obigny: Temur Bidzishvili
Dottor Grenvil: Martin Iivarinen

 

Staatsopernchor Berlin, Staatskapelle Berlin

Location
Opera di Stato Unter den Linden

Staatsoper Unter den Linden è uno dei più prestigiosi teatri d'opera di Berlino, con una ricca storia e un significativo impatto culturale.

 

Storia:
La Staatsoper Unter den Linden fu costruita originariamente tra il 1741 e il 1743, sotto la direzione dell'architetto Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff. Fu commissionata da Federico II di Prussia e inizialmente chiamata Königliche Oper (Opera Reale). Il teatro ha subito diverse ristrutturazioni e ricostruzioni, in particolare dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale. È stato riaperto nel 1984, dopo una grande ristrutturazione.

 

Costruzione:
Il design originale era caratterizzato dallo stile barocco, con una facciata elegante e un grande ingresso. L'edificio è stato ricostruito negli anni '50 e '80, mantenendo l'esterno classico mentre l'interno è stato modernizzato. La facciata presenta un portico classico con sei colonne corinzie e un prominente frontone centrale.

 

Interno:
L'interno è noto per il suo design opulento e classico. L'auditorium è rinomato per la sua acustica e grandiosità, con sedili in velluto lussuosi e decorazioni elaborate. La scena e le aree di seduta sono state aggiornate per soddisfare gli standard moderni delle esibizioni, pur preservando l'estetica storica.

 

Concerti e Spettacoli:
La Staatsoper Unter den Linden ospita una varietà di spettacoli, tra cui opere, concerti orchestrali e balletto. È sede della Staatskapelle Berlin, uno dei principali orchestre della Germania. Il teatro è celebre per le sue produzioni di alta qualità e il suo ruolo nella vivace scena culturale di Berlino.

 

VIAGGIO
La Staatsoper Unter den Linden è completamente accessibile senza barriere grazie ai suoi eccellenti collegamenti con i mezzi pubblici.

INDIRIZZO: Unter den Linden 7; 10117 Berlino

METROPOLITANA
S+U Friedrichstraße (S1, S2, S5, S7, S25, S75)

 

METRO
Hausvogteiplatz (U2)
Museumsinsel (U5)
Stadtmitte (U2, U6)
Unter den Linden (U5, U6)

 

AUTOBUS
Staatsoper (100, 245, 300)
Unter den Linden/Friedrichstraße (100, 147, 245, 300, N6)

 

PARCHEGGIO
Q-PARK parcheggio Unter den Linden/Staatsoper
Bebelplatz, 10117 Berlino
Nel parcheggio sotterraneo sono presenti cinque stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

Il parcheggio sotterraneo in Bebelplatz offre spazi per disabili e accesso diretto all'opera. Entrando nel parcheggio tra le 17:30 e le 23:30, la tariffa massima per il parcheggio è di 7 €. Per utilizzare questa tariffa, inserisci il tuo biglietto di parcheggio in una delle macchine per il pagamento e il messaggio «Tariffa teatro» verrà visualizzato sul display. Si prega di notare che non è possibile utilizzare la tariffa se si entra nel parcheggio prima delle 17:30, quindi non verrà visualizzata sul display. CONSIGLIO: Se paghi la tariffa teatro alla macchina prima dell'evento, puoi evitare lunghe attese dopo lo spettacolo.

Acquista ora

Buoni regalo

Regala a qualcuno una notte indimenticabile all’opera.
Scegli un buono regalo e lascia che scelga lo spettacolo che ama—musica, dramma e arte di livello mondiale, tutto in un’unica elegante esperienza.
Biglietti ufficiali per il Teatro dell'Opera di Berlino, Germania, concerti di musica classica, ecc.
Instagram
Payment
Ricerca biglietti
Google Play
App Store
© 2026 RM EUROPA TICKET GmbH
Whatsapp